Scuola Calcio

Che cos’è una Scuola Calcio se proviamo ad osservarla con gli occhi di un bambino? È come un foglio verde che gli si porge per consentirgli di disegnare le sue emozioni. Farlo con un pallone anziché una matita. Per consentire al bambino di esprimersi in campo nello stesso modo in cui esegue un disegno la Scuola Calcio va costruita attorno ai suoi bisogni infantili inizialmente e quelli della preadolescenza (categoria Esordienti) successivamente. Devono esserci le condizioni per vivere serenamente il momento in cui inizia a cambiare e si appresta a diventare grande.

SCUOLA CALCIO

•PRIMI CALCI/PICCOLI AMICI: svolgono attività puramente ludica vista la tenera età (da 5 a 8 anni). Il calcio e le prime esercitazioni sono introdotte sotto forma di gioco così come lo sviluppo delle abilità e capacità motorie.

•PULCINI (8/10 anni): oltre ad esercitazioni per migliorare la tecnica e le capacità motorie già acquisite in precedenza, si inseriscono anche esercitazioni più complesse, in relazione alla crescita sia fisica che calcistica. In questa categoria vengono fatte svolgere le prime partite, i giochi a confronto per misurarsi non solo sulle basi dell’incontro di calcio ma anche dal punto di vista della tecnica calcistica.

•ESORDIENTI (10/12 anni): in questa categoria sono già consolidate le capacità motorie che comunque vanno allenate per migliorarle. Le capacità calcistiche tecniche e tattiche non devono essere tralasciate, in quanto le aprtite diventano dei confronti agonistici. le nuove regole della categoria, l’arbitro ufficiale (anche se un istruttore), giocare sul campo “dei grandi” fanno si che i giovani calciatori si sentano maggiormente responsabilizzati nell’ambito della partita.

CHI OPERA NELLA SCUOLA CALCIO

Gli ISTRUTTORI che operano nelle Scuole Calcio devono essere dotati di buona comunicabilità, di pazienza e di motivazione per seguire i bambini e la loro crescita. L’attività da svolgere è prevalentemente a scopo ludico: il gioco è uno dei bisogni primari dei bambini, per aiutarli a socializzare, relazionarsi con se stessi e con glia ltri, per la formazione della personalità, per la collaborazione con i compagni, per imparare a rispettare gli avversari, favorendo cosi lo sviluppo delle capacità motorie ed intellettive.

DIRIGENTI sono coloro che offrono il loro tempo, le loro capacità per fare in modo che si realizzino i progetti societari.

I GENITORI sono importanti per gli stimoli che possono offrire ai figli che praticano sport: incoraggiamenti ed utili consigli fanno crescere lo sportivo con sani principi morali ed etici, con il rispetto delle regole del FAIR-PLAY.

FAIR-PLAY L’importante è che i genitori non siano troppo oppressivi e che non intervengano insistentemente nella vita della squadra e nella vita della società. Il genitore non deve fare troppo pressioni psicologiche sul rendimento sportivo; è importante anche che i genitori non riversino sui figli le proprie aspettative mai realizzate.

CONSIGLI UTILI

La scuola calcio in Italia

Le società sportive che in Italia hanno una scuola calcio sono 2.916, per un totale di 52.267 squadre. Sì, perché la scuola calcio comprende diverse fasce d’età dai 6 ai 14 anni. In questa forbice ci sono quindi più squadre, ognuna corrispondente a un anno di nascita (ecco perché ci sono più squadre legate al settore giovanile rispetto alle società in sé).

Tendenzialmente è nella scuola calcio che il futuro calciatore professionista si forma, grazie all’aiuto dell’allenatore. Molte scuole calcio dilettantistiche hanno delle affiliazioni con le società professioniste. Si tratta di partnership territoriali.

Ovviamente, i club professionistici hanno il loro settore giovanile e la loro scuola calcio. Sono tanti i calciatori che partono da lì e riescono ad arrivare all’esordio in Serie A senza mai cambiare maglia: un esempio è stato Paolo Maldini, capitano del Milan, l’unica squadra con cui ha giocato sin da bambino.

L’osservatore e il calcio di strada

Le varie società professioniste hanno una fitta rete di osservatori dedicata al settore giovanile. Queste figure vengono spedite su tutti i campi di calcio alla ricerca di futuri talenti. Spesso, però, il campioncino gioca nei parchi o in strada e quindi è più difficile scovarlo perché di fatto non è tesserato per una squadra di calcio giovanile.

Un esempio recente, in Italia, è quello di Domenico Berardi. L’attuale attaccante del Sassuolo, infatti, è stato scoperto da un osservatore del club emiliano durante una partita di calcetto amatoriale. Berardi, dalla Calabria, aveva preso un treno per fare visita al fratello, studente di Scienze Infermieristiche all’Università di Modena. Quella partita di calcetto è stata la fortuna dell’allora 15enne Domenico: da lì sono arrivati l’ingaggio con il Sassuolo, l’esordio nel professionismo e poi in Serie A, addirittura la convocazione in Nazionale.

Cosa fa un procuratore?

Una figura che negli ultimi anni è diventata importantissima per un calciatore è il procuratore. Si tratta di un agente che procura offerte, quindi ingaggi, al suo assistito. Nel mondo dei professionisti, il più conosciuto è sicuramente Mino Raiola: tra i suoi clienti ci sono Zlatan Ibrahimovic e Mario Balotelli. Tanti calciatori fanno a gara per entrare nella scuderia di Raiola, noto per riuscire a rimediare stipendi milionari per molti dei suoi clienti.

Negli ultimi anni, il procuratore ha invaso anche il settore giovanile. Il sogno di aspiranti calciatori è quello di poter diventare, un giorno, professionisti. La strada è tutta in salita, quindi alcuni scelgono di affidarsi al procuratore, sperando che possa agevolarne il percorso di crescita.

Un procuratore non valuta solo il numero di palleggi o il numero di gol di un giovane calciatore. Soprattutto nell’adolescenza, gli elementi da valutare sono diversi: la possibile crescita, le caratteristiche fisiche, tecniche, mentali e comportamentali, la forza di iniziare un percorso lontano da casa. Il lavoro del procuratore nel settore giovanile serve, attraverso la sua rete di conoscenze ben diversa da quella del genitore del calciatore, a entrare più facilmente in contatto con squadre professioniste. Di fatto, è un intermediario che propone un giocatore per un provino in una società importante. Al netto, ovviamente, del talento del ragazzo: nessun procuratore, per quanto bravo, può prescindere dalle qualità tecniche del suo cliente.